Prima di adottare un provvedimento disciplinare o valutare un eventuale licenziamento, il datore di lavoro deve poter contare su elementi oggettivi e verificabili. Agire sulla base di semplici sospetti o informazioni non documentate può infatti esporre l'azienda a inutili rischi.
In presenza di fondati dubbi circa il comportamento di un dipendente, l'investigazione privata rappresenta uno strumento legittimo che, nei casi consentiti dalla legge, può consentire di raccogliere informazioni e prove utili a tutela dell'impresa.
L'intervento di un Investigatore Privato può risultare opportuno quando vi sono concreti elementi che fanno presumere comportamenti contrari agli obblighi contrattuali o al dovere di fedeltà del lavoratore.
A titolo esemplificativo, le investigazioni possono riguardare:
abuso delle assenze per malattia;
utilizzo improprio dei permessi previsti dalla Legge 104;
svolgimento di attività lavorative incompatibili durante periodi di assenza;
doppio lavoro non autorizzato;
concorrenza sleale;
sottrazione di Clienti o opportunità commerciali;
divulgazione di informazioni riservate;
altri comportamenti suscettibili di arrecare un danno all'azienda.
Ogni situazione viene comunque valutata singolarmente, tenendo conto delle circostanze concrete e della normativa applicabile.
L'investigatore privato non sostituisce il datore di lavoro né il consulente legale.
Il suo compito consiste esclusivamente nell'accertare e documentare fatti oggettivi mediante attività investigative svolte nel rispetto della legge, senza formulare valutazioni o giudizi sul comportamento del lavoratore.
L'obiettivo è fornire all'azienda elementi concreti sui quali poter basare le proprie successive decisioni.
Le investigazioni aziendali vengono pianificate e svolte nel pieno rispetto della normativa vigente, dello Statuto dei Lavoratori, della disciplina in materia di protezione dei dati personali e dei consolidati orientamenti giurisprudenziali.
Ogni attività viene preventivamente valutata per verificarne la legittimità, la proporzionalità e la reale utilità rispetto agli obiettivi perseguiti dall'azienda.
Al termine degli accertamenti viene predisposta una dettagliata relazione investigativa contenente la descrizione delle attività svolte, gli elementi oggettivamente riscontrati e la documentazione raccolta nel corso delle indagini.
La relazione investigativa può costituire un importante supporto per il datore di lavoro e per i professionisti incaricati della tutela degli interessi aziendali e, nei casi previsti dalla legge, essere utilizzata nell'ambito di un procedimento giudiziario.
Le investigazioni in ambito lavorativo richiedono esperienza, competenza tecnica e particolare attenzione agli aspetti giuridici.
Da oltre trent'anni svolgo personalmente investigazioni per aziende e professionisti, pianificando ogni incarico con la massima riservatezza e nel pieno rispetto della normativa vigente.
Prima di avviare qualsiasi attività analizzo personalmente il caso, valutando la fattibilità dell'incarico e la strategia investigativa più idonea.
Se desideri verificare una situazione potenzialmente lesiva per la tua azienda, puoi contattarmi per una consulenza riservata e senza impegno. Insieme valuteremo la soluzione investigativa più appropriata alle tue esigenze.
Al momento esistono alcune normative che non lasciano spazio a vaghe interpretazioni, proprio queste ci permettono anche di effettuare un calcolo per eventuali indennità, in particolar modo si deve fare una distinzione tra:
· Retribuzione Globale: si fa riferimento a quella relativa all'ultima busta paga, qui ovviamente si va ad aggiungere anche la tredicesima, nei casi in cui è prevista si aggiungerà anche la quattordicesima ed il TFR.
· Retribuzione per il calcolo del TFR: parliamo in questo caso di una retribuzione mensile, indicata sulla busta paga, dove eventuali maggiorazioni sono riferite solo alla tredicesima e dove è previsto anche alla quattordicesima.
Per chi ancora non lo sapesse l'articolo 18 appartiene per l'appunto allo Statuto dei Lavoratori, ed è una norma che prevede determinate tutele nei licenziamenti illegittimi, ovviamente negli anni qualcosa è cambiato, tanto che al giorno d'oggi essa è il frutto della riforma Fornero del 2012.
Evitiamo però di confonderci, in molti pensano che l'articolo 18 faccia ormai parte del passato e che sia stato abrogato, ovviamente non è così, ma è stato in parte modificato, perchè segue la scia del contratto a tutele crescenti.
E' chiaro che prima della riforma Fornero l'articolo 18 era differente, decisamente più semplificato sotto svariati punti di vista, inoltre se si parlava di tutela, questa era unica per tutti, non vi erano molte sfaccettature, la norma era quella e veniva seguita così com'era.
Nella vecchia legge in caso di licenziamento senza giusta causa, che si parlava di imprese con più di 15 dipendenti, o se si parlava di reltà presenti all'interno del territorio nazionale e con più di 60 dipendenti, ecco cosa era previsto:
· Il ritorno al proprio posto di lavoro;
· Un cospicuo risarcimento, perchè stiamo pur sempre parlando di un danno ricevuto e l'ammontare deve avere un importo pari alla retribuzione mancata, che va quindi dal giorno del licenziamento a quello in cui il dipendente è stato integrato nuovamente.
Il licenziamento in tronco senza giusta causa non può essere contemplato, si tratta di una forma del tutto illegittima, proprio perchè a sostenerlo non ci sono cause reali, tangibili.
La giusta causa viene quindi a mancare e per tale viene definito l'evento che rende impossibile la continuazione di un rapporto lavorativo, che sia temporaneo o in altre forme; ho seguito molti casi in anni ed anni di attività, amo aggiornarmi a riguardo e posso offrirti tutto il mio supporto!
Se rientri in una di queste casistiche non esitare, ti aiuterò da subito.
- Massimiliano Altobelli -
