Le domande che si fanno spesso, quasi sempre, ad un Investigatore Privato.

L’investigatore Privato, come si vede nei film, fa spesso cose illegali? Qual’ è stato il caso più strano che hai fatto o l’infedeltà più strana che hai osservato? Come posso fare a tradire il mio compagno/a senza essere “beccato”?

     "Ci sono molti truffatori e millantatori nel settore dell'investigazioni private" lo affermo con convinzione, dopo oltre 25 anni che svolgo personalmente la professione e di conseguenza aver avuto la possibilità di conoscere migliaia di Clienti, molti dei quali mi hanno raccontato la loro esperienza avuta con altri “colleghi”.. Ovviamente non voglio assolutamente affermare: “io sono bravo e gli altri no”, ci mancherebbe.. anche dopo anni e anni di esperienza vissuta in prima persona “su strada” ogni giorno mi piace sempre imparare qualcosa di nuovo e confrontarmi con chiunque collabori con me, bensì mi riferisco ai “colleghi” che non sono riusciti a portare le prove ai Clienti perché li hanno presi in giro, se non proprio truffati, proponendo servizi a costi irrisori per poi non farli proprio.. comunque andiamo avanti.

     Ho iniziato la mia carriera professionale, come ho raccontato più volte, in quanto mi ero appassionato alla figura di Investigatore Privato guardando, da adolescente, il telefilm “Magnum P.I.” e da li mi era nato il sogno che un giorno avrei potuto anche io diventare un investigatore. Ovviamente da adolescente mi immedesimavo in quello che vedevo nel telefilm, in Thomas Magnum e nelle avventure narrate..ovviamente mi sono accorto con il passare degli anni e con l’inizio della professione vera e propria che la realtà era ben diversa dalla fantasia.

 

     Dopo essermi congedato dall’Arma dei Carabinieri dove ho svolto il servizio di leva, che prima era obbligatorio, ho svolto vari lavori, i più di disparati, dall’assistente bagnanti al dj, compresi quelli svolti per i parenti che ti promettono un futuro professionale per sfruttarti, ma finalmente ho trovato un annuncio sul “mitico” Portaportese (rivista di annunci di Roma): “..cercasi ragazzo che vuole diventare investigatore privato”. Nell’annuncio non era riportato un numero di telefono e un indirizzo con il civico sbagliato. Spinto dalla mia passione ho percorso più volte tutta la via finchè non ho trovato il portone dell’agenzia investigativa che aveva messo l’annuncio. Naturalmente mi ero presentato solo io, quindi sono stato scelto per iniziare “un periodo di prova”

 

     Il famigerato periodo di prova che veniva (o forse da qualcuno viene ancora) richiesto ad una persona che vuole approcciarsi al lavoro consisteva nell’effettuare decine e decine di lavori sul campo, senza orari ben definiti, senza retribuzione, ecc. praticamente quasi allo sbaraglio..

Molti ragazze e ragazzi che hanno iniziato con me hanno mollato, invece io, spinto dalla mia testardaggine e passione, ho tenuto duro..

 

     Ma questa è una lunga storia che pubblicherò in un libro che ho iniziato a scrivere da poco..

 

     Torniamo alle domande che spessissimo si rivolgono ad un Investigatore Privato.

 

     I Clienti si rivolgono a noi, principalmente, per questi motivi: "tradimento e ricerca di persone scomparse, pagamento degli alimenti all'ex partner e violazione nell'affidamento di minori."

Invece, le aziende scelgono di rivolgersi ad un investigatore privato perché vogliono sapere se i collaboratori/dipendenti rispettano gli orari di lavoro, fanno abusi sull’utilizzo dei permessi Legge 104, hanno comportamenti di concorrenza sleale, ecc.

Da una mia statistica posso affermare che solitamente i sospetti si rivelano veritieri nel 85 per cento dei casi circa e lo stesso vale per le aziende: tre indagini su quattro confermano l'ipotesi iniziale. 

Normalmente, il lavoro dell’investigatore privato consiste nel reperire informazioni, fare fotografie, raccogliere prove..ma, in questo caso, cercherò di rispondere io alle domande che solitamente vengono poste:

 

  • Gli Investigatori Privati sono come degli stalker?

 

L’accostamento fa sorridere perché è completamente errato. Ma cerchiamo di spiegarlo: esistono alcuni paralleli, perché entrambi seguiamo degli sconosciuti nelle loro vite private. Principalmente però noi abbiamo un regolare conferimento di incarico sottoscritto da un Cliente che deve essere un “avente diritto”, cioè una persona che ha motivazioni valide per commissionare un’investigazione privata.  Uno stalker invece non ha limiti, mentre noi durante l'osservazione dobbiamo tenerci entro determinati confini. Se vediamo persone fare cose molto private, è solo perché succedono fuori dalla loro porta d'ingresso, nella pubblica via e/o comunque visibili da chiunque. Se un coniuge infedele, ad esempio, fa sesso con la sua/o amante in un parcheggio deserto, è nostro dovere osservarlo. L'obiettivo è raccogliere prove di un reato, nel caso di una  indagine in ambito penale, oppure  risolvere controversie private.

A spingere uno stalker è invece l'ossessione, al punto di fargli commettere reati nel molestare con insistenza una persona, che magari è diventata la sua vera e propria ossessione.

 

Spesso bisogna stare molto attenti a non essere ingaggiati da una/o stalker, per questo è necessario verificare bene le informazioni che ci vengono riferite dai Clienti al momento di conferire un incarico, perché poi la responsabilità per eventuali errori di valutazione, ricade senza dubbio su di noi.

 

 A tal proposito ricordo una Cliente che, per farci credere di essere lei stessa la vittima aveva messo su una storia di tradimento credibilissima, ma prima dell'inizio dell'indagine, ci siamo accorti di come stavano realmente le cose e ne abbiamo parlato immediatamente con la Cliente stessa, interrompendo qualsiasi tipo di incarico.

 

  • Qual è stato il caso di infedeltà più particolare, magari con scene di sesso che hai osservato?

 

Fare investigazioni, attività statica e dinamica (appostamenti, pedinamenti, fotografie, ecc.) non è come guardare un telefilm o un film porno.

Solitamente non si vedono i dettagli in primo piano, perché ci dobbiamo tenere a una certa distanza per essere sempre nel massimo della discrezione e non essere notati.

 Quando si tratta di osservare scene “intime e affettuose” tra due persone e/o atti sessuali, ci sono confini precisi da rispettare.

Certamente però in tanti anni, oltre venticinque, di attività investigativa svolta posso solo rispondere che “ne ho viste tante”.. più di quello che si possa immaginare e si, in questi casi, la realtà spesso può superare la finzione cinematografica.. Però la riservatezza professionale mi impone di non dire altro..

 

  • Ti sei mai preso una cotta per una delle donne che hai seguito?

 

Assolutamente no. La mia professionalità mi impone di vedere la persona oggetto di indagine come un “target” e quindi un obbiettivo da raggiungere portando le prove al Cliente che mi ha conferito incarico e di conseguenza riposto fiducia in me. Lo troverei un comportamento disdicevole e contro ogni etica professionale.

 

  • Ti sei mai preso una cotta per una delle Clienti?

 

A questa domanda, per riservatezza, preferisco sempre non rispondere.

 

  • Nelle indagini ti capita di scoprire situazioni che non dovresti assolutamente scoprire?

 

Che dire.. potrei dire di si, dipende dalle situazioni. Ad esempio, nell’ambito delle infedeltà coniugali, spesso capita di essere incaricato da Clienti donne che vengono tradite dai mariti e che mi chiedono di trovare prove di questa infedeltà; supponendo di sapere già di conoscere però la persona su cui ripongono i propri dubbi (una segretaria, un’amica di famiglia, una collega di lavoro, ecc.).

Invece su cento casi però capita che, una o due volte, di queste relazioni extraconiugali alcune siano omosessuali. In questi casi è ancora più delicato riferire alla Cliente quanto emerso dalle indagini e cioè che suo marito ha una relazione con un altro uomo. Può capitare anche il contrario ma, per mia esperienza, è molto più raro.

 

  • Cosa fa un investigatore privato quando deve aspettare ore e ore in macchina in attesa?

 

Bella domanda.. non esiste una situazione standard.

Questo però è il test per capire se una persona sia portata o meno a intraprendere la professione di investigatore privato.

Nella normalità le persone sono portate ad attendere al massimo una mezz’ora, poi si spazientiscono, smaniano, perdono la concentrazione, ecc.

Nella nostra professione è molto diverso. A volte si attendono tranquillamente sette/otto ore, rimanendo concretarti sul nostro obbiettivo, senza distrarci o assentarci mai. La regola non scritta è questa: durante un appostamento, nel momento in cui ti distrai, avviene tutto in pochi secondi..

 

E’ ovvio, seguire lo sviluppo di un tradimento spesso può essere noioso, perché si tratta di aspettare in macchina fermi o fuori da un condominio. È faticoso stare ore e ore lì fermi nell'attesa che qualcuno esca di casa o arrivi sul posto. Io di solito mi aiuto con il cellulare, ma stando attento a non distrarmi. Circa il settanta per cento del lavoro di investigazioni è fatto di studio e di attesa.

 

  • Come fa un investigatore privato a pedinare una persona senza che se ne accorga?

 

Ci sono delle regole standard, basate su anni e anni di esperienza. Se i vicini, ad esempio,  si accorgono di noi, dobbiamo inventarci qualcosa, una storia, un motivo credibile per giustificare la nostra presenza sul posto. Ad esempio, raccontiamo di essere stati sbattuti fuori casa dalle nostre mogli; basta avere una coperta e un termos di caffè in macchina e spettinarsi i capelli (per chi li ha..).

Però l’abilità sta nel non arrivare a dare giustificazioni, quindi a non essere proprio notati da nessuno.

L’investigatore privato deve avere un’automobile discreta, una utilitaria, essere vestito in maniera discreta e non appariscente e, soprattutto, comportarsi normalmente senza in alcun modo sembrare circospetto.

Poi nel pedinare a vista un’altra automobile ci sono tantissimi accorgimenti da seguire.. ma questo è un discorso di esperienza e professionalità.

 

  • Capita spesso che l’attività investigativa sia illegale?

 

No. Non deve proprio capitare. Qualsiasi nostro “errore” viene poi perseguito senza alcuna tolleranza e porta conseguenze gravi in ambito penale, civile e per non parlare della revoca della Licenza concessa dalla Prefettura.

 

Molto tempo lo trascorro a dire a Clienti che mi chiamano o che mi vengono a trovare in ufficio che le loro richieste non possono essere soddisfatte e quello che mi chiedono, Avvocati compresi, non è possibile effettuarlo in quanto si incapperebbe in reati. Ad esempio conoscere le telefonate effettuate dal proprio coniuge o compagno, ecc. non mi stanco mai di ripetere che si possono ottenere gli stessi obbiettivi percorrendo strade lecite. Ad esempio: il Cliente ha il dubbio che il proprio coniuge lo tradisca? Perché cercare di ottenere tabulati telefonici che è un’attività non possibile da fare, vietata e severamente punita dalla Legge, quando si può commissionare una investigazione che ci permetterà, seguendo la persona, di ottenere le prove del presunto tradimento, in maniera lecita?

 

  • Gli investigatori privati sono poliziotti falliti o che avrebbero voluto esserlo?

 

Questa è una domanda che mi fanno in molti forse vedendo che facevo parte dell’Arma dei Carabinieri.

Io spiego sempre che l’investigatore privato è una professione completamente diversa da quella delle Forze dell’Ordine. Noi veniamo incaricati di svolgere indagini private per Clienti privati o per aziende, non svolgiamo un’attività di polizia.

In passato molte persone che svolgevano la nostra professione erano ex appartenenti alle Forze dell’Ordine, anzi da Legge, era una delle caratteristiche che facilitava il rilascio della Licenza. Da anni la regolamentazione è cambiata e sono stati inseriti requisiti ben precisi per richiedere di poter svolgere la professione.

Premesso quanto sopra però non bisogna fare l’errore di pensare che l’investigatore privato sia un mestiere come un altro e quindi non ha rischio. Non è così. Noi andiamo in prima persona in Tribunale a testimoniare, davanti alle persone oggetto delle nostre indagini, quanto accertato. Da non sottovalutare anche l’aspetto che quando facciamo un ottimo lavoro (sempre!) e quindi portiamo le prove che il Cliente desiderava, c’è sempre qualcuno che ci “detesterà” perché è stato “beccato” e quindi ne dovrà pagare le conseguenze.

 

  • Come faccio a tradire mio marito/moglie senza che se ne accorga?

 

Che dire.. la cosa più semplice è sperare che non si rivolga mai a me perché altrimenti vi becco sicuro!!..a parte gli scherzi..

Non riesco a dare nessun consiglio in questo caso perché sono sempre dalla parte dei miei Clienti, quindi dalla parte di chi “cerca il tradimento”.. e mi sembrerebbe poco etico consigliare su come “non essere beccati”..

 

Ovviamente le domande che ho riportato sono solo alcune che vengono spesso fatte ad un investigatore privato.. ed è proprio per questo che mi è venuta l’idea di scrivere un libro che riguarda la professione, raccontata in oltre 25 anni di carriera.. del lavoro in assoluto “più bello del mondo”.

 

                                                         Massimiliano Altobelli


"..spesso avere la certezza e le prove di un proprio sospetto, fa la differenza fra ‘subire’ e ‘risolvere’.."
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