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Le 5 cose che non sai.. 

..le 5 cose che non sai della vita di un Investigatore Privato.

Dopo aver letto un articolo scritto da un mio collega Australiano, John Ioannou, titolare dell’Agenzia Investigativa “Precise Investigation”, ho pensato anche io di scrivere qualcosa in merito a come si svolge la vita quotidiana di un Investigatore Privato in Italia ed in particolare a Roma,  al fine di poter anche chiarire alcuni aspetti, che spesso sfuggono alla maggior parte delle persone che non conoscono questa professione.

Spesso, anche a causa di un’immagine data da centinaia di film e telefilm (come il mitico “Magnum P.I.”), la figura dell’Investigatore Privato,  fa pensare, ad una persona che conduce una vita “non ordinaria”. Si è portati ad immaginare avventure quotidiane  piene di azione, auto veloci e magari anche sparatorie..Si  viaggia con la fantasia arrivando anche ad una falsa traccia di un  James Bond, un Magnum P.I. ed un Simon & Simon.

Per tutte quelle persone che vengono condizionate dai “media” e da immagini completamente opposte a quelle di un vero e reale Investigatore Privato, nasce l’esigenza in me di chiarire, con l’ assoluta certezza di deluderle,  quanto la realtà sia distante da quella immaginaria e tenterò di farlo descrivendo e riassumendo la mia attività  in “cinque punti” , assolutamente fondamentali, mirati unicamente a fare chiarezza in merito a quanto detto finora.

La mia vita privata è un tutt’uno con la mia professione, quindi certamente non è noiosa nè ripetitiva, ma con questo non posso dire certo che possa  assomigliare a quella descritta in un film di avventura. Come ogni professione anche la mia ha i suoi “pro” ed i suoi “contro”,  e proverò, partendo proprio da qui, a descrivere, le prime “5 cose” che si dovrebbero sapere sulla vita di un Investigatore Privato.

 

     

 

1. Sono sempre reperibile al telefono.... sempre!

Dimentichiamoci l’orario effettivo “normale” di lavoro: dalle ore 9,00 alle 17,00, 5 giorni a settimana. Noi Investigatori Privati siamo sempre reperibili al telefono, 24 ore su 24, 7 giorni su 7…proprio come i “medici”. E’ indispensabile per la natura del lavoro. Il Cliente deve sentirsi tranquillo di potermi contattare ogni volta che ne sente la necessità, al fine di essere aggiornato sui progressi del lavoro, sui suoi sospetti e su quanto gli è più  necessario per poter gestire la propria emotività. Questo aspetto è fondamentale per contribuire alla sua serenità perché, il non sapere cosa stia accadendo, aumenterebbe in lui uno stato di ansia, che la maggior parte dei Clienti, ha….inevitabilmente.

Essere sempre reperibili vuole anche dire essere disponibili per un eventuale nuovo Cliente,  che trova il coraggio di chiamarmi perché sente “l’urgenza” di venire a capo di un suo problema, e  questo a prescindere da ogni ora ed ogni attimo di qualsiasi giorno, che sia l’alba di una domenica mattina,  o la tarda sera di lunedì o di un giorno festivo.

Purtroppo non si può scegliere mai il momento giusto e il Cliente,  nel sentirsi anche solo supportato telefonicamente, riesce a mantenere una giusta razionalità, necessaria per risolvere il suo problema.

C’è da considerare anche, che nella mia carriera ultra ventennale, ho avuto spesso la possibilità di sentire al telefono e dare consigli a migliaia di Clienti in difficoltà,  senza poi dover necessariamente svolgere un’attività investigativa per loro, e mi sento di aggiungere che  questa reperibilità e disponibilità, nei confronti di qualsiasi cliente, mi ha sempre ripagato con soddisfazioni e con la stima ed il rispetto da parte di tutti, anche di chi mi ha chiamato su consiglio di altre persone per le quali ho lavorato.

 

2. Può essere decisamente non confortevole.

Nei film e telefilm, un appostamento di 48 ore, viene trasmesso in pochi minuti.. MAGARI…. fosse così …anche nella vita reale.

No!  La realtà è realtà e non c'è niente che si può fare per accelerarne il tempo o per far spostare una persona a comando, ciò significa che un appostamento di 48 ore, trascorse instancabilmente ad osservare, ad esempio un portone da dove deve uscire il mio “target” o “sospetto”,  sono esattamente ed effettivamente quelle, 48 ore!

Chi come me svolge la professione in prima persona da tanti anni non potrà che confermare quello che dico: dopo ore di appostamento, nel momento in cui ci si distrae, si va a prendere un caffè, ci si sposta.. beh…. È proprio in quell’esatto istante che avviene quello che stavamo aspettando da ore!! E’ un “classico” che ha portato a coniare la frase: ..un Investigatore Privato pagherà una propria distrazione o un proprio errore,  con ore e ore di attesa.

Quando una persona mi dice che ha sempre sognato il mio lavoro e vorrebbe assolutamente intraprenderlo perché “si sente portata” ..mi basta chiederLe di accompagnarmi in un  appostamento.. dopo mezz’ora o al massimo un’ora, avrà cambiato opinione..

Nella quotidianità, una persona è portata a pensare che attendere circa un’ora, sotto casa di un suo amico, della sua ragazza/o, in una sala d’aspetto, etc., sia una cosa inconcepibile! Per me aspettare concentrato per 3-4 ore,  davanti ad un portone o ad un’ auto parcheggiata....rientra nella normalità !!

Insomma: A chi piace, durante il suo lavoro, prendersi ogni tanto un momento di riposo o fare la “pausa caffè”..è meglio che cerchi un altro lavoro e non sogni di diventare mai un Investigatore Privato.

3. Quotidianamente dobbiamo trattare Clienti estremamente emotivi.

In genere, le persone che si rivolgono ad un Investigatore Privato sono alla ricerca di risposte a problemi non proprio facili da risolvere. La maggior parte delle volte,  riguardano questioni legate alla fedeltà, ai sentimenti, al denaro, all’inganno... o una combinazione di tutte.  Forse è un coniuge a mentire, una persona amata diventata inaffidabile e bugiarda; un socio o un dipendente che diventa un “traditore; un figlio adolescente che si “stà perdendo” nella droga o in frequentazioni pericolose..

Qualunque sia la situazione o la storia, come si può immaginare, ogni Cliente  ha un argomento molto delicato da esporre e per comprenderlo ed essergli utile ci vuole una persona che, oltre ad essere un Investigatore Privato, è anche una persona dotata di una sensibilità particolare che gli permette di affrontare la situazione con rispetto e professionalità ma anche con estrema condivisione del problema.

Per trattare con Clienti che stanno vivendo un particolare periodo di fragilità emotiva, è necessario avere una tranquillità interiore sicuramente superiore al normale. E’ impensabile poter parlare con un Cliente, e trasmettergli la tranquillità necessaria anche per affrontare un’eventuale attività investigativa,  se non si è sufficientemente tranquilli “interiormente”.

Ciò significa che non si può sospendere un lavoro perché è tardi,  lasciare tutto sul tavolo o chiudere la serranda di un negozio e tornarsene a casa; il mio lavoro entra a far parte della mia vita privata. Sfido chiunque ad andarsene a cena fuori o a trascorrere il già poco tempo a disposizione in famiglia, ed avere un caso in corso in cui è necessario il massimo impegno,  in cui qualcosa può anche andare storto, ed avere il proprio Cliente al telefono in uno stato di ansia.

La tensione e lo stress non possono cessare a comando…proprio da qui si può cominciare a dare un senso e un corpo alle priorità che deve avere la vita sia professionale che privata di un Investigatore Privato.

4. C’è tanto lavoro Burocratico.. “di ufficio”.

Si cade anche nell’equivoco di pensare che un Investigatore Privato abbia l’opportunità di svolgere il suo lavoro solo ed esclusivamente all’aria aperta e mai dietro ad una scrivania.. Non è così!

Quest’attività comporta anche, oltre svolgere delle indagini “su strada”, un’ ampia e dettagliata attività da svolgere in ufficio, ad esempio: scrivere le relazioni, con molta delicatezza ed attenzione perché con ogni probabilità finiranno tra le mani di Avvocati e Giudici in Tribunale, acquisire e stampare fotografie atte a documentare ciò che viene descritto in ogni relazione consegnata, programmare ogni azione prima di cominciare un’ indagine, verificarne la fattibilità, organizzarsi il lavoro al meglio per non dover incorrere in inutili perdite di tempo, fondamentale per noi e per il cliente.

Ma oltre a quanto sopra descritto, che rientra nel lavoro ordinario “vero e proprio”, c’è tutt’altra ed altrettanta grande attività da svolgere in ufficio: registrare i conferimenti di incarico negli appositi registri,  archiviare documenti con particolare attenzione alle disposizioni in merito alla Privacy, gestire l’attività dal punto di vista fiscale, gestire i documenti in merito alle disposizioni di Legge (prosecuzione attività, corsi di aggiornamento, etc.). Inoltre è necessario occuparsi della pubblicità, delle public relations, gestione dei siti web, profili FB, etc.

L’aspetto “burocratico” è sicuramente uno degli aspetti meno attraenti del lavoro di Investigatore Privato, ma è assolutamente importante e delicato, questo è sicuro.

Anche il più piccolo e meno delicato lavoro di indagine, può impegnare ore di lavoro successivo in ufficio, fatto di pagine di relazione, report, cercare file e documenti su internet,  ecc.

 

Anche questo è parte integrante della professione.

5. Molto spesso portiamo cattive notizie.

Questo vuol dire che difficilmente le indagini finiscono con “.. e vissero tutti felici e contenti..”

Provate ad immaginare di dover riferire ad una persona che il proprio coniuge la tradisce, magari con un loro conoscente! Immaginate di dover dire a qualcuno che il loro migliore amico e socio in affari lo sta “ tradendo”. E ancora…provate ad immaginare di dover dire ad una persona che un parente che stanno cercando è deceduto!!!!

I clienti si rivolgono a noi alla ricerca di risposte.

Non c’è mai alcuna garanzia che si trovino delle risposte, quelle che si aspettano i Clienti o che sperano di sentirsi dire, bensì avranno uno “spaccato della realtà”, che spesso non è quello che volevano vedere, con il quale saranno capaci di confrontarsi.. e questo può essere uno degli aspetti più difficili per un Investigatore Privato.

È molto delicato saper mantenere il necessario equilibrio nel trasmettere delle notizie, cercando di non sminuirle, ma neanche d enfatizzarle.   E’ necessario cercare di essere indifferenti,  di mantenere il giusto distacco e non perché siamo allenati al “non  sentire” ma perché la lucidità nelle situazioni di panico e di ansia è la condizione necessaria per svolgere questo lavoro.  Allo stesso modo,  trovare la maniera di far capire al Cliente la situazione rispondendo alla domanda più comune che viene posta: “ Perché mi merito questo” ?

Spero di aver riassunto in queste righe una professione che, per me, malgrado l’impegno, le rinunce resta ed è  senza ombra di dubbio.. l’attivita’ più bella del mondo!

Quante sono le persone che quando si devono alzare, negli orari più improbabili, per andare al lavoro sono contente?  Io sono fortunato, perché sono tra quelle.

 

Dico sempre: ..sono grato al mio lavoro, mi ha dato tanto, però in cambio gli ho dedicato oltre venti anni di vita…

                                                           Massimiliano Altobelli

Reperibilità 24/24:  Tel: 336.340.007